Carovana di Sport sotto l'assedio - report Gerusalemme -
Dopo Gaza e Gerico, la Carovava per la sua ultima tappa, fa capolino a Gerusalemme.
Appena arrivati nella città simbolo delle tre principali religioni monoteiste, nonchè vero e proprio nodo nevralgico del contenzioso arabo islamico, ci rechiamo al centro La torre del Fenicottero.
Questo centro giovanile ubicato appena entro le mura, nel quartiere arabo della città vecchia, è gestito da una società promossa e governata da palestinesi attraverso un comitato di gestione composto dagli stessi abitanti.
Il centro è l'unica presenza sociale, all'interno della città vecchia, dedicata alle fasce più deboli della popolazione che attraverso degli spazi aperti e dei servizi educativi e di aggregazione cerca di promuovere lo sport e la socializzazione tra i bambini palestinesi.
Durante l'incontro con il responsabile del centro ci viene comunicato che l'infrastruttura è a forte rischio di sgombero, a causa dell'ordine di esproprio emesso dalla Municipalità (israeliana) di Gerusalemme al fine di costruire nuove abitazioni per i coloni israeliani. L'ordine prevede la demolizione di 6 abitazioni private, adiacenti al Centro, la confisca di una parte del terreno dove si trovano un campo giochi attrezzato per i bambini ed una tenso-struttura, adibita a palestra e spazio polivalente, frequentato soprattutto da donne e ragazze del quartiere.
Appena arrivati nella città simbolo delle tre principali religioni monoteiste, nonchè vero e proprio nodo nevralgico del contenzioso arabo islamico, ci rechiamo al centro La torre del Fenicottero.
Questo centro giovanile ubicato appena entro le mura, nel quartiere arabo della città vecchia, è gestito da una società promossa e governata da palestinesi attraverso un comitato di gestione composto dagli stessi abitanti.
Il centro è l'unica presenza sociale, all'interno della città vecchia, dedicata alle fasce più deboli della popolazione che attraverso degli spazi aperti e dei servizi educativi e di aggregazione cerca di promuovere lo sport e la socializzazione tra i bambini palestinesi.
Durante l'incontro con il responsabile del centro ci viene comunicato che l'infrastruttura è a forte rischio di sgombero, a causa dell'ordine di esproprio emesso dalla Municipalità (israeliana) di Gerusalemme al fine di costruire nuove abitazioni per i coloni israeliani. L'ordine prevede la demolizione di 6 abitazioni private, adiacenti al Centro, la confisca di una parte del terreno dove si trovano un campo giochi attrezzato per i bambini ed una tenso-struttura, adibita a palestra e spazio polivalente, frequentato soprattutto da donne e ragazze del quartiere.
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