Archivio

Archivio per la categoria ‘Insorgenze della comunicazione’

Ciao Vittorio!

16 aprile 2011 Commenti chiusi

“Mi ostino a vivere perché anche da morto io continui a essere la causa di un disordine qualsiasi”
Sono rimasto senza parole ieri mattina quando in rete è rimbalzata la notizia della morte di Vittorio Arrigoni.
La sera prima, con sgomento e stupore, ero venuto a conoscenza del suo rapimento e, purtroppo, quello che tutti scongiuravano e ritenevano totalmente privo di senso si è avverato nel giro di poche ore.
Leggevo regolarmente il suo blog nel quale testimoniava gli orrori perpetrati da Israele contro il popolo palestinese.
Nei suoi racconti, nelle sue preziose testimonianze, non nascondeva mai gli effetti traumatici e terrorizzanti del vivere assediato in una terra percorsa e percossa dalla guerra. Raccontava con grande semplicità le paure e le tensioni dell’essere bersaglio mobile dei cecchini israeliani o vittima statistica di una bomba piovuta dal cielo.
Un compagno che faceva della solidarietà la sua arma diretta. Una solidarietà messa in atto attraverso la pratica della resistenza non violenta nella quale si riconosceva. Una solidarietà umana, e “restiamo umani” erano infatti le parole che ripeteva quasi come un mantra al termine di ogni sua corrispondenza.

Le nostre strade si sono incrociate nel 2007 quando, con la Carovana di Sport sotto l’assedio, siamo riusciti a varcare il check point di Eretz rompendo l’assedio ed entrando nella Striscia di Gaza. I fotogrammi di quei giorni, degli sguardi delle centinaia di bambini incontrati per strada, dei mutilati dell’ospedale di Alawda e delle macerie del campo di Jabalia sono indelebili nella mia mente. Immagini che, sono sicuro, erano l’energia e la motivazione che dava la forza a Vittorio e agli altri internazionali di lottare con determinazione a fianco del popolo palestinese. E il suo popolo, quello palestinese, ieri gli ha reso omaggio a Gaza City con un corteo al quale hanno partecipato oltre duemila persone.

Con la sua morte si apre una voragine di silenzio su Gaza e la Palestina. Per mantenere vivo il suo ricordo e la causa palestinese spetta a noi continuare a gridare che non c’è nulla di “naturale” in un milione di persone confinate nella piu grande prigione a cielo aperto del mondo, non c’è nulla di naturale in “piombo fuso“, nel massacro della freedom flotilla, nel costante stillicidio di morti feriti e mutilati che Israele produce, bombardando civili con uno degli eserciti più tecnologicamente avanzati del mondo!

Restiamo umani.
Cercheremo di farlo… ciao Vittorio!

Gli articoli di Manolo Luppichini , Germano Monti e Giuliana Sgrena sulla morte di Vittorio Arrigoni apparrsi oggi [16 aprile 2011] su il manifesto.

Gaza: Restiamo Umani (intervista a Vittorio Arrigoni) – parte 1

Gaza: Restiamo Umani (intervista a Vittorio Arrigoni) – parte 2

Vittorio Arrigoni risponde a Roberto Saviano

[Libri] Disoccupate le strade dai sogni – La vita di Ulrike Menihof

9 gennaio 2011 Commenti chiusi

“Spegnete la luce pensava Ulrike
che la foresta più nera è vicina,
ma oggi la luna ha una faccia da strega
e il sole ha lasciato i suoi raggi in cantina”

Incubo anno zero di Claudio Lolli
(dall’album Disoccupate la strade dai sogni)

Disoccupate le strade dei sogni è un documento davvero straordinario dove l’autore ricostruisce e contestualizza la vita e le scelte di Urlike Meinhof, una delle fondatrici delle RAF (Rote Armee Fraktion) e “testa pensante” del gruppo: dall’infanzia nel Terzo Reich alla lotta del movimento studentesco del ’68, dal confronto con la grande macchia dei crimini nazisti alla carriera nella rivista Konkret, dall’impegno sociale e politico all’incontro con Andreas Baader, dalla clandestinità fino al presunto suicidio nella prigione-lager di Stoccarda nel 1976.

Un percorso davvero incredibile che il giornalista tedesco Alois Prince ripercorre senza trincerarsi dietro i paraocchi dei giudizi di merito, e con buone dosi di sensibilità e rispetto. Anche verso chi ha perso e ha pagato.
“Il solo fatto di voler capire può essere considerato un tacito consenso alle azioni dei militanti della RAF?” (p.7)
Da questo approccio ne viene fuori una biografia intensa, drammatica e a tratti commovente.
Un libro indispensabile per capire il contesto e la situazione storica all’interno della quale Urlike Meinhof e molti altri hanno maturato le loro scelte radicali.
Avere tra le mani questo libro, proprio in questo periodo dove i media meanstream italiani fanno del gran blaterare sul caso Battisti dà un sapore ancora più particolare a questa lettura. Vedendo i contenuti di questi servizi, appare sempre più necessaria la lettura di libri come questo, dove l’approfondimento e la contestualizzazione storica delle vicende raccontate rappresenta l’elemento cardine del file rouge narrativo.

Libri e informatica al cs()a il Molino di Lugano

13 settembre 2009 2 commenti

Come già segnalato da om, dal prossimo week end, presso il cs()a il molino di Lugano inizierà la rassegna libri "caratteri resistenti"
Qui il flyer con il programma delle serate:

A partire da mercoledì 30 settembre riprenderanno pure le serate del Laboratorio di informatica popolare. Sul blog potete già trovare il programma con le date delle varie serate.
Nei prossimi giorni saranno disponibili pure il manifesto e i pieghevoli 2009 da spacciare in giro.

Lip 2.0 il ritorno

16 luglio 2009 Commenti chiusi

I giorni di infortunio stanno dando i loro frutti:)
Il LIP si è evoluto in LIP 2.0 (che va tanto di moda:)) ed ha cambiato veste grafica!
In autunno presso il csoa il Molino di Lugano ci saranno interessantissime serate di socializzazione dei saperi in ambito tecnologico.
Nelle prossime settimane sarà disponibile il calendario degli incontri.
Se sei interessato a proporre una serata scrivi a: switzerland-it[at]indymedia[dot]org

Lip 2.0 il ritorno
Stiamo lavorando alla nuova release del LIP – Laboratorio informatica popolare.
Sarà la versione 2.0 e si terrà al CSOA il Molino di
Lugano (e forse in altri luoghi che dobbiamo ancora determinare) nel
corso dell’autunno-inverno 09/10. Nell’apportare modifiche stiamo tenendo in debita
considerazione le indicazioni nate dal bilancio condiviso stilato
al termine della scorsa edizione. La pagina e il programma sono ancora
in costruzione, ma iniziamo a segnalare alcune novità!


Ci stiamo organizzando attraverso una piattaforma web che trova spazio su riseup: vi rimandiamo qui per ogni questione organizzativa (proposte corsi, informazioni, eccetera). In alternativa ci sono sempre i nostri contatti e la chat.


Nella colonna sinistra abbiamo aggiunto lo spazio per il microblogging tramite identi.ca. Saranno automaticamente visibili tutti i post taggati con 
#lip2Vi invitiamo a contribuire!


Con la collaborazione di ScatolaNera – contenitore multimediale vorremmo inoltre registrare alcuni interventi e metterli online nell’apposita rubrica


Per rimanere informati iscrivetevi ai nostri feed o tornate a visitare la pagina! 


Tutte le info relative allo scorso LIP sono ancora disponibili qui


Potete sin da ora linkare la pagina con uno dei nuovi bannerini!
A presto!

    

 

Presa diretta su Gaza

19 marzo 2009 2 commenti

Ho appena finito di riguardare sul web la puntata dell’8 marzo del programma di Rai tre "Presa diretta" dedicata alla Palestina e alla disastrosa situazione di Gaza.
Sono passati poco più di due mesi dall’aggressione israeliana, ora a tenere banco sulle prime pagine dei giornali e ad aprire i telegiornali c’è il processo al pedofilo austriaco. Gaza è già dimenticata, i massacri visti in tv alla fine del 2008 sono già stati rimossi.
Tutto finito, come un gioco. Si rimettono al loro posto le pedine e si può ricominciare, come se nulla fosse accaduto. Senza nessuno strascico, senza nessuna conseguenza.
No, in guerra non funziona così e a Gaza la guerra c’è ancora. È iniziata molto prima dell’operazione piombo fuso e continua anche ora, lontano dalla ribalta dei riflettori.
A soppesare le parole non è nemmeno una guerra, è un massacro, una strage, un eccidio. Perché per fare la guerra bisogna essere in due, mentre invece in Palestina c’è una superpotenza militare che aggredisce e una popolazione che cerca di difendersi e di resistere.
Gaza non è nemmeno una prigione a cielo aperto, perché almeno in carcere l’assistenza e il cibo dovrebbero essere garantiti. A Gaza invece no! Hanno bombardato gli ospedali, hanno tenuto chiuso i valichi anche per i beni di prima necessità e tanto per essere sicuri hanno bombardato i campi coltivati all’interno della striscia. Il mare non lo bombardano dall’alto, ci pensano le motovedette israeliane a sparare ai pescatori.
Il reportage restituisce senza filtri gli orrori dell’aggressione israeliana e la sofferenza del popolo palestine. Stordisce e provoca rabbia. Guardatelo!

::Links alla puntata integrale::
Parte 1Parte 2  – Parte 3Parte 4Parte 5Parte 6Parte 7Part 8

Dopo la carovana di Sport sotto l’assedio 2007 avevamo fatto dei pannelli sul viaggio nella West Bank e a Gaza che avevamo esposto in curva e alla festa del ventennale della GBB*.
Le foto non sono un gran che. I testi presenti li trovate all’interno di questo blog nella categoria "futbol rebelde". Le foto vedrò di metterle prossimamente in rete da qualche parte.
(nb: gli sfondi dei pannelli naturalmente non li ho fatti io che sono una mazza a disegnare, ma michi)

Per vedere i pannelli ad uno ad uno guarda questo album

Politica ed informazione, chi tira le fila?

20 marzo 2008 Commenti chiusi

L’ansia che il tam tam sicuritario suscita nelle persone trova sempre più spazio sui mass media. O meglio, nella realtà in cui vivo sono molto spesso giornali, telegiornali e i meanstream in generale che con il loro martellamento mediatico creano questo sentimento di paura e di bisogno di maggior sicurezza.
Probabilmente fatti di cronaca e media agiscono per reciproca influenza e si autoalimentano in una voragine nella quale purtroppo faccio fatica a vedere uno spiraglio d’uscita…
Prosegui la lettura…