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Facebook a corto di soldi vende i dati degli utenti

6 febbraio 2009


Mancava solo l’ufficializzazione di quallo che poteva essere definito un segreto di pulcinella: Facebook vende i dati degli utenti.
A quanto pare Facebook fa fatica a guadagnare dalla pubblicità che ospita sulla sue pagine e allora ha deciso di sfruttare i dati personali dei suoi iscritti, ormai arrivati a quota 150 milioni, per creare uno dei più grandi sistemi del mondo per le ricerche di mercato. Il nuovo servizio per monetizzare le informazioni che gli utenti regalano più o meno inconsapevolmente (sic!) all’azienda si chiama Engagement Ads. A dire il vero non è una novità dato che i primi test furono avviati già ad agosto 2008.

Per gli utenti di Facebook, questa funzionalità si concretizza con la presenza di sondaggi inseriti all’interno del loro feed di notizie.
Grazie al patrimonio di dati personali gestito da Facebook, alle multinazionali del marketing verrà offerta la possibilità di effettuare sondaggi mirati per valutare l’interesse dei consumatori verso nuovi prodotti, selezionando gli intervistati in base, per esempio, allo stato civile o ai loro gusti sessuali. La notizia è stata data al World Economic forum che si è svolto a fine gennaio a Davos ed è stata data per prima dal Telegraph. Qui trovate l’articolo originale, mentre a questi indirizzi gli articoli di Tiziano Fogliata e Paolo Attivissimo sul tema.


Sto seguendo in modo silente l‘interessante discussione sulla lista di hackmeeting a proposito di privacy, Facebook e altri siti di social network.
In rete le informazioni che si trovano sono moltissime. Alcune interessanti, altre invece delle emerite scempiaggini, come la trasmissione su una radio locale che mi è capitato di sentire per caso e dove un giornalista spiegava che Facebook è sicuro e protegge i tuoi dati, basta impostare bene le preferenze della privacy. Forse questo giornalista non ha sentito delle gabole che alcuni utenti hanno avuto per riuscire ad eliminare (eliminare? e chi ci crede…) il proprio account e tutte le informazioni. Forse non sa che se io una sera mi sbronzo e qualcuno presente mi fotografa e mette la foto tra i suoi album di Facebook taggandomi i suoi amici, gli amici dei suoi amici… potranno burlarsi di me e sapere pure il mio nome e cognome, il tutto senza che io abbia dato il minimo consenso (e questa sarebbe privacy?). E per terminare, sicuramente non sa che anche senza nome e cognome le informazioni sono ugualmente importanti perché se vogliono tanto chi sei con le tracce che lasciamo in rete lo vengono a sapere in 5 minuti e, ancora più importnate, perché anche senza i dati anagrafici, avere a disposizione i dati da analizzare come le persone (anche se queste hanno come nick Paolino Paperino) ad esempio reagiscono in determinate situazioni, significa avere il potere di sapere cosa succede in tempo reale nel mondo, e capire cosa lo fa cambiare… Questo perché ciò che interessa non è il singolo, ma l’individuo inserito nella comunità e in questo contesto i dati anagrafici non hanno quasi importanza.
Ci sono moltissimi altri aspetti legati ai social network che trovo sia interessante approfondire o averne almeno consapevolezza (ad esempio la distinzione tra relazioni deboli e relazioni forti e come Facebook le può influenzare). Proprio per questo ho pensato di iniziare a raccogliere un po’ di links sul tema dal mio punto di vista interessanti.

Inizio qui con un paio di articoli:


Facebook e privacy:

Criticism of Facebook, da wikipedia
Facebook Beacon, da wikipedia
Facebook Apologizes For Beacon Blunders, di Kenneth Corbin
Perche’ non mi piacciono le condizioni di uso di Facebook, di Carlo Gubitosa
Do you have Facebook? No! di Pinna


Facebook e relazioni interpesonali

Quit Facebook, di Arturo di Corinto
Eccessi e obbrobri del social networking online, di bernyblog
Il libro delle facce, di anrcosurrealisti.noblogs.org


Chi sta dietro a Facebook?

With friends like these…, di Tom Hodgkinson
Qui la traduzione italiana (un po’ approssimativa) del testo di Hodgkinson

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