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[Libri] Nelle terre estreme

Libri — Inviato da leo @ 15:05


Capita raramente che mi metta a leggere dei bestsellers, ancora meno di leggere libri dopo aver visto il film che prende spunto proprio da queste storie. Mi è successo un paio di settimane fa con Arrivederci amore ciao di Carlotto da cui è stato tratto l'omonimo film diretto da Michele Soavi e, in questi giorni, con il libro Nelle terre estreme di Jon Krakauer che ha ispirato il film Into the wild.
Per onor di cronaca Into the wild lo avevo visto un paio di mesi fa, mentre il libro l'ho letto solo in questi giorni, quindi mi è difficile fare dei paragoni tra i due prodotti, visto che nel mentre diverse parti di film sono involontariamente finite nel dimenticatoio.

L'aspetto che comunque hanno in comune e che ho apprezzato di più riguarda la storia, veramente molto umana e toccante del protagonista, Alex Supertramp (alias Chris McCandless) sulla quale si basa tutta la trama.
Sul film, rispetto a quanto letto nel libro, mi pare che alcune parti importanti ed interessanti riguardanti il carattere e la personalità del protagonista siano state trascurate (il rapporto con la famiglia, i contatti che ha intrattenuto tramite lettere con alcune delle persone che ha incontrato durante il suo viaggio).

Per quanto riguarda invece il libro, devo dire che mi ha preso parecchio e l'ho trovato molto interessante. Ho apprezzato in particolare lo stile usato dall'autore che pur spaziando dall'indagine giornalistica a parti di narrazione più romanzate è comunque riuscito a comporre un testo dove la lettura risulta molto fluida (almeno questa è la sensazione che ho avuto leggendolo).
Solo un aspetto sul finale mi ha però un po' irritato e ha riguardato l'aver voluto a tutti costi enfatizzare il fatto che la morte di Alex non è stata dovuta ad una sua banale svista, ma ad un errore nel quale molto probabilmente pure il migliore dei botanici sarebbe incappato.
Evidenziando questo aspetto secondo me l'autore si pone in una posizione che contrasta con una delle motivazioni che hanno spinto Alex ad intraprendere il suo viaggio: la ricerca dei limiti dell'essere umano. Uno "sbaglio" innocente che gli è costato molto caro, questo è chiaro, ma forse questa sua morte tragica è lì a dimostrare che, nonostante la società cerchi a tutti i costi di portare avanti l'illusione dell'uomo immortale, ci sono dei limiti che dobbiamo accettare, senza se e senza ma.


[Libri] Il personale è politico

Libri — Inviato da leo @ 11:16

Come annunciato qui, durante le mie vacanze in alta quota mi sono portato appresso La banda Bellini di Macro Philopat.
Un romanzo tratto dai racconti orali di Andrea Bellini nel quale, attraverso la storia della banda del Casoretto, viene narrato il clima politico dell'Italia, e in special modo della Milano, degli anni '70. Un periodo storico che fa i conti con dei rappresentanti della politica locale e dello Stato, degli apparati giudiziari e repressivi, fortemente radicati a destra.

La storia della banda del Casoretto si intreccia con altre storie: la strage di Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Zibecchi, Fausto e Iaio e molte altre, come quella di Jules Bonnot.
Proprio un paio di mesi fa avevo letto In ogni caso nessun rimorso di Cacucci, nel quale viene narrata la storia dell'anarchico francese.
Due storie, quelle di Andrea Bellini e di Jules Bonnot, vissute in periodi e luoghi differenti ma con molte similitudini, fra cui quella di scagliarsi da soli contro un esercito intero... per fare la cosa giusta.

"Mi piace tantissimo pensare alla prima volta che ho lanciato un sasso - e come l'avevo seguito per vedere dove andava a finire - come avevo sentito o immaginato colpire un casco - o uno scudo... Non è niente - adesso non lo rifarei -  ma quella volta là avevo chiuso gli occhi - avevo stretto i due pugni esultando più di un tifoso - sapevo di non poter tornare indietro - era scoppiata la mia guerra - avevo fatto uno scarto - scartato le scelte - sentendomi fieno di quella appena abbracciata... È bello quando ti accadono storie del genere - ti senti scorrere il sangue e le tempie incominciano a batterti - sono le lacerazioni - le ferite non rimarginate che ti urlano da dentro - "Devi farlo - devi farlo" - stai crescendo e quelle ti urlano - ma contro chi devi farlo? Mica puoi prendertela con i tuoi che c'hanno messo cerotti su cerotti sulle loro ferite - un sacrificio dietro l'altro per tirare avanti... Ma che fine farai? ti chiedi alle volte... Puoi svoltare da solo - ma quelle urla un giorno ti spezzeranno il cuore - devi tentare di svoltare con gli altri - non bisogna mai staccarsi - non si vince mai da soli...
Poi nessuno di noi aveva voglia di vincere - volevamo solo stare un po' meglio..."

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Leggi la recensione del libro presente su Carmilla


[Libri] Letture di mezza estate

Libri — Inviato da leo @ 12:23

Prima di parlare dei libri letti durante questo mese di luglio, voglio segnalare un (no)blog(s) di recensioni di libri veramente molto interessante. Si tratta di opinionista.noblogs.org. Un progetto dietro al quale si celano due "misteriosi" personaggi (un bergamasco e un romano romanista), che oltre a leggere libri, recensirli e fare altre cose sono pure due grandissimi calciatori militanti:) (il bergamasco oltre ad essere un attaccante di "peso" è un vero e proprio stratega del gioco del pallone... mitico karletto:))

L'ultimo libro letto l'ho scovato proprio nel blog appena citato. Si tratta di Visto per Shanghai di Qiu Xiaolong. Un noir su un'indagine molto delicata che deve scongiurare un grave incidente diplomatico tra Cina e Stati Uniti.
L'ispettore capo Chen, coadiuvato da una sua collega americana giunta in Cina appositamente per seguire il caso, si ritrova ad indagare tra alcune bande mafiose sospettate del rapimento della moglie di un pentito. Proprio i lunghi discorsi tra i due ispettori di polizia trovo siano uno degli aspetti più interessanti di questo romanzo poliziesco, che permette di addentrarsi nella realtà sociale della nuova Cina che si snoda tra capitalismo ultraliberista e tradizioni popolari.

All'inizio del mese di luglio ho letto La lunga strada della vendetta di Joe R. Lansdale. In seguito, durante il mio interrail estivo del quale purtroppo non ho ancora scritto nulla, mi sono fatto accompagnare da due libri decisamente differenti
per origine e composizione: Crimini italiani e Ribelli, sognatori e fuggitivi.
Il primo libro riguarda una raccolta di brevi romanzi che, attraverso i principali scrittori noir italiani, fornisce un excursus sul lato oscuro dell'Italia, quello che si nasconde dietro la maschera seducente del paese delle bellezze artistiche, delle grandi firme e dei geniali improvvisatori. In particolare tra i vari racconti, ho molto apprezzato Momodou dei Wu Ming, la cui trama si snoda in un'indagine "alla rovescia" sulla morte di un immigrato, liquidata dai giornali locali e dalla polizia con il solito stereotipo del negro fannullone e violento. (il racconto è scaricabile dalla pagina download del loro sito. Qui il pdf)

Ribelli, sognatori e fuggitivi di Osvaldo Soriano è invece "un'enciclopedia portatile". Come scritto in un post su euro08.noblogs.org si tratta di una raccolta dei miti favoriti (calcistici e non) da Soriano addizionati da una serie di articoli scritti per il quotidiano "Il manifesto" sui mondiali di calcio del 1986. Non si parla solo di calcio, ma di tutto quello che ci sta attorno: emigrazione italiana, dittatura, militari, ricchezza, cinema e poverta.

Terminato questo post mi appresterò a preparare il necessario per trascorrere 4 giorni di assoluto relax in montagna. Il giorno della festa Nazionale svizzera (il primo agosto) la trascorrerò leggendo la Banda Bellini di Marco Philopat.


La mobilitazione dello spettacolo

Sport rebelde, Libri — Inviato da leo @ 16:34

Terminati gli europei e ormai prossimi all'inizio delle olimpiadi estive voglio segnalare un opuscolo veramente molto interessante che analizza vari aspetti (nefasti e contradittori) legati a queste grandi manifestazioni.

La versione completa in tedesco è reperibile a questo indirizzo, mentre è già disponibile la traduzione in italiano dei primi tre articoli:
- La mobilitazione dello spettacolo [introduzione]
- Noi viviamo zurigo
- Festa | Città
| Fortezza
[Update 20.07.2008] Sono disponibili in italiano pure gli ultimi due saggi di "Materialen zum Event"
- Come, come, perché, perché
- Spettacolo acustico

Per maggiori informazioni date un occhio a questo blog, ad euro08.noblogs.org oppure al newswire di Indymedia Svizzera


[libri] Letture primaverili

Libri — Inviato da leo @ 12:00

Dopo il bellissimo libro di Simone Sarasso, Confine di Stato, di cui trovate qui la breve recensione che mi ha convinto ad acquistarlo, mi sono immerso nella lettura di Cristiani di Allah di Massimo Carlotto. Ero abituato a seguire le storie dell'Alligatore, di Max la Memoria e di Beniamino Rossini che si cimentavano nelle loro avventure investigative nel Nordest italiano. Storie di ambienti e di personaggi di un mondo reale e vicino. La trama di Cristiani di Allah si dipana invece in un'Algeri del XVI secolo che si trova al centro di un Mediterraneo teatro di guerre, razzie, traffici di schiavi, scontri ideologici e religiosi. Un romanzo che, come scritto nell'abstract del libro, va alle origini del noir mediterraneo. Personalmente preferivo le storie dei tre citati investigatori che con il loro lavoro narravano le trasformazioni del panorama criminale italiano e non solo e i mezzi e le strategie di questa battaglia che si svolge quotidianamente sotto i nostri occhi.
Naturalmente opinione opinabilissima:)
In ordine cronologico l'ultimo libro letto è stato Onore ai diffidati di Elisa Davoglio. Qualche settimana fa avevo scritto di libri sul calcio per chi il calcio lo guarda dal basso. Sia i libri proposti in questo link sia Onore ai diffidati hanno tra i loro fini quello di indagare la galassia delle curve. C'è però una differenza sostanziale: Onore ai diffidati è un romanzo, gli altri libri citati no (spero di non fare una cazzata catalogandoli come saggi o ricerche). Partendo dal presupposto che si tratta di un romanzo, devo ammettere che il viaggio di Atala nel mondo delle curve (di una curva, quella della Milano rossonera) mi è piaciuto. Mette ben in evidenza il legame curva - impegno Politico (quello con la P maiuscola...) che personalmente trovo sia un connubio imprescindibile quando si vive lo stadio come qualche cosa che va oltre i 90 minuti di una partita. C'è però un aspetto, sul quale si basa gran parte del romanzo, che seppur veritiero, non riesco proprio a condividere: la più o meno felice e tranquilla (in apparenza) convivenza nella stessa curva di gruppi con ideali completamente opposti, uniti dalla fede nei colori sociali. Sarà che le mie esperienze e la realtà che vivo appartengono a contesti decisamente più piccoli e quindi con dinamiche sicuramente meno complesse rispetto ad una curva di una metropoli come Milano, ma rispetto sicuramente di più un tifoso o un gruppo con ideali simili ai miei, anche se con colori sociali differenti, rispetto a chi pur tenendo alla mia stessa squadra cerca di trasformare la curva che frequento in un covo di neofascisti.
In mezzo a questo discorso la tanto "apoliticità da stadio", che caratterizza questo romanzo, dove "rossi" e "neri" stanno fianco a fianco sotto l'ideale dei colori sociali mi sembra una grandissima cazzata e i fatti di questi anni di Milano, Bergamo, Venezia e purtroppo chissà quante altre curve ne sono un esempio paradigmatico.

Sul comodino ora ho La banda dei brocchi di Jonathan Coe (grazie daien:)).

À la prochaine...:)

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