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[noblogs] Template Silver, piccola miglioria

Mondo digitale — Inviato da leo @ 14:29

Trovo molto bello il template che sto utilizzando ora su questo blog. Si chiama Silver ed è presente negli stili offerti di default dalla piattaforma noblogs.
In modo particolare apprezzo la sobrietà e chiarezza che dà alle pagine.  C'è però una piccola sbavatura che mi infastidiva terribilmente in questo templete e riguarda il pannello dei links. Come si può notare dall'immagine qui sotto il bordo sinistro del pannello è smangiato.
Mi seccava parecchio questo "bug" ed oggi avendo un'attimino di tempo ho guardato dietro al codice.
Ho risolto questo errorino modificando semplicemente un parametro nei fogli di stile.
Aprite il file style.css e cercate questa riga:

#menu ul ul { background-color: #E0E0E0; border-top: 1px solid #B0B0B0; font-size: 14px; line-height: 100%; margin-left: -5px; padding: 6px 0; -moz-border-radius-bottomleft: 10px; -moz-border-radius- bottomright: 10px;}

L'"errore" è dato dal margin-left: -5px. Provate a cambiarlo con un margin-left: -2.5px.
Non so se è il sistema migliore e più corretto per risolvere questa sbavatura... a me comunque ha funzionato:)


[Libri] Nelle terre estreme

Libri — Inviato da leo @ 15:05


Capita raramente che mi metta a leggere dei bestsellers, ancora meno di leggere libri dopo aver visto il film che prende spunto proprio da queste storie. Mi è successo un paio di settimane fa con Arrivederci amore ciao di Carlotto da cui è stato tratto l'omonimo film diretto da Michele Soavi e, in questi giorni, con il libro Nelle terre estreme di Jon Krakauer che ha ispirato il film Into the wild.
Per onor di cronaca Into the wild lo avevo visto un paio di mesi fa, mentre il libro l'ho letto solo in questi giorni, quindi mi è difficile fare dei paragoni tra i due prodotti, visto che nel mentre diverse parti di film sono involontariamente finite nel dimenticatoio.

L'aspetto che comunque hanno in comune e che ho apprezzato di più riguarda la storia, veramente molto umana e toccante del protagonista, Alex Supertramp (alias Chris McCandless) sulla quale si basa tutta la trama.
Sul film, rispetto a quanto letto nel libro, mi pare che alcune parti importanti ed interessanti riguardanti il carattere e la personalità del protagonista siano state trascurate (il rapporto con la famiglia, i contatti che ha intrattenuto tramite lettere con alcune delle persone che ha incontrato durante il suo viaggio).

Per quanto riguarda invece il libro, devo dire che mi ha preso parecchio e l'ho trovato molto interessante. Ho apprezzato in particolare lo stile usato dall'autore che pur spaziando dall'indagine giornalistica a parti di narrazione più romanzate è comunque riuscito a comporre un testo dove la lettura risulta molto fluida (almeno questa è la sensazione che ho avuto leggendolo).
Solo un aspetto sul finale mi ha però un po' irritato e ha riguardato l'aver voluto a tutti costi enfatizzare il fatto che la morte di Alex non è stata dovuta ad una sua banale svista, ma ad un errore nel quale molto probabilmente pure il migliore dei botanici sarebbe incappato.
Evidenziando questo aspetto secondo me l'autore si pone in una posizione che contrasta con una delle motivazioni che hanno spinto Alex ad intraprendere il suo viaggio: la ricerca dei limiti dell'essere umano. Uno "sbaglio" innocente che gli è costato molto caro, questo è chiaro, ma forse questa sua morte tragica è lì a dimostrare che, nonostante la società cerchi a tutti i costi di portare avanti l'illusione dell'uomo immortale, ci sono dei limiti che dobbiamo accettare, senza se e senza ma.


[Libri] Il personale è politico

Libri — Inviato da leo @ 11:16

Come annunciato qui, durante le mie vacanze in alta quota mi sono portato appresso La banda Bellini di Macro Philopat.
Un romanzo tratto dai racconti orali di Andrea Bellini nel quale, attraverso la storia della banda del Casoretto, viene narrato il clima politico dell'Italia, e in special modo della Milano, degli anni '70. Un periodo storico che fa i conti con dei rappresentanti della politica locale e dello Stato, degli apparati giudiziari e repressivi, fortemente radicati a destra.

La storia della banda del Casoretto si intreccia con altre storie: la strage di Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Zibecchi, Fausto e Iaio e molte altre, come quella di Jules Bonnot.
Proprio un paio di mesi fa avevo letto In ogni caso nessun rimorso di Cacucci, nel quale viene narrata la storia dell'anarchico francese.
Due storie, quelle di Andrea Bellini e di Jules Bonnot, vissute in periodi e luoghi differenti ma con molte similitudini, fra cui quella di scagliarsi da soli contro un esercito intero... per fare la cosa giusta.

"Mi piace tantissimo pensare alla prima volta che ho lanciato un sasso - e come l'avevo seguito per vedere dove andava a finire - come avevo sentito o immaginato colpire un casco - o uno scudo... Non è niente - adesso non lo rifarei -  ma quella volta là avevo chiuso gli occhi - avevo stretto i due pugni esultando più di un tifoso - sapevo di non poter tornare indietro - era scoppiata la mia guerra - avevo fatto uno scarto - scartato le scelte - sentendomi fieno di quella appena abbracciata... È bello quando ti accadono storie del genere - ti senti scorrere il sangue e le tempie incominciano a batterti - sono le lacerazioni - le ferite non rimarginate che ti urlano da dentro - "Devi farlo - devi farlo" - stai crescendo e quelle ti urlano - ma contro chi devi farlo? Mica puoi prendertela con i tuoi che c'hanno messo cerotti su cerotti sulle loro ferite - un sacrificio dietro l'altro per tirare avanti... Ma che fine farai? ti chiedi alle volte... Puoi svoltare da solo - ma quelle urla un giorno ti spezzeranno il cuore - devi tentare di svoltare con gli altri - non bisogna mai staccarsi - non si vince mai da soli...
Poi nessuno di noi aveva voglia di vincere - volevamo solo stare un po' meglio..."

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Leggi la recensione del libro presente su Carmilla


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