L'appello di Sport sotto l'assedio per il ripristino della pace a Gaza
Siamo le centinaia di giovani che animano la campagna di cooperazione sportiva denominata Sport sotto l’assedio che dal 2004 cerca di supportare le attività di alcune società sportive palestinesi. La nostra idea, rivoluzionaria per alcuni, è che praticare sport in condizioni di occupazione militare è una efficace forma di resistenza, ma anche e soprattutto una forma di crescita sociale e collettiva per gli adolescenti dei campi profughi, dei villaggi e delle città palestinesi.
Grazie all’esempio di tutti i ragazzi e le ragazze palestinesi che abbiamo incontrato abbiamo compreso che sport in Palestina vuol dire vivere! E vivere significa continuare a lottare.
Solo poche settimane fa, per il terzo anno consecutivo, siamo stati a Gaza, nella West Bank, a Gerusalemme in tantissimi è abbiamo visto con i nostri occhi le sofferenze di un popolo che da troppo tempo è vittima di ingiustizie e violenze da parte del governo israeliano.
Abbiamo conosciuto ragazzi che appartengono ad associazioni, università, movimenti politici che indipendentemente dalle loro idee credono tutti in un futuro di pace e giustizia che passi anche attraverso lo sport.




