leo

Carovana di Sport sotto l'assedio - report Gerico -

Sport rebelde — Inviato da leo @ 21:49
La tristezza è un po' negli occhi di tutti/e quando giunti nuovamente al check point di Eretz ci tocca salutare i compagni e le compagne palestinesi. Prima di addentrarci nel tunnel gli dedichiamo un ultimo coro. È questo il nostro modo per ringraziarli per i 5 intensi e stupendi giorni che ci hanno fatto vivere.
Dopo circa 4 ore di attesa e minuziosi controlli riusciamo ad arrivare dall'altra parte del muro dove ad attenderci c'è un bus che ci porterà a Gerico.
Durante i controlli al check point, i nostri zaini una volta posti su un tapis roulant scomparivano per  poi riapparire decine di minuti più tardi, in molti casi aperti e con evidenti segni di perquisizioni, senza nemmeno un po' di discrezione... tanto ora si sa... ad Eretz privacy e diritti non sono di casa... Ma quello che personalmente mi ha colpito di più è stato il fatto di essere sistematicamente sottoposto ad un marchingenio degno dei migliori film di fantascienza.
Credevo che esistessero veramente solo nei film i tubolari verticali nei quali si entra e una voce metallica ti da le istruzioni che sono quelle di metterti a gambe divaricate, con le braccia belle tese, così da formare una x con il corpo e rimanere immobile fin quando il tubolare non ha terminato il suo secondo giro.
Mi sono dovuto ricredere, questi marchingeni esistono pure ad Eretz e purtroppo, quasi sicuramente, pure in altri schifosi posti come questo.
 (Continua)

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